[Mostly Weekly ~367]

Il taccuino perfetto è Giapponese


A cura di Antonio Dini
Numero 367 ~ 15 marzo 2026

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Intanto, buona lettura.


Famona
Famona ~ Foto © Antonio Dini


La maggior parte dei geni — specialmente quelli che guidano gli altri — prosperano non decostruendo complessità intricate, ma sfruttando semplicità non riconosciute
— Andy Benoit




Editoriale

Minimalismo
Il minimalismo? È stata la più grande truffa estetica degli ultimi vent'anni, e ci siamo cascati tutti con entusiasmo. L'idea era bellissima: liberarsi dal superfluo, raggiungere l'essenza, vivere circondati solo da ciò che conta. In pratica, significava buttare via la collezione di fumetti dello zio, i souvenir raccattati nei mercatini di mezza Europa, le scatole di latta con dentro chissà cosa ma che avevano un'anima, e sostituire il tutto con una parete beige, una pianta finta e un divano color sabbia che sembra uscito da un catalogo svedese per gente senza passato. Il minimalismo ha preso le nostre case e le ha trasformate in sale d'attesa di uno studio dentistico. Solo senza le riviste, perché quelle facevano disordine.

Il problema è che a furia di eliminare il superfluo si finisce per eliminare anche l'interessante, il bizzarro, il personale, e infine noi stessi. La casa di chi vive davvero non assomiglia a un set fotografico di Instagram: assomiglia a uno scavo archeologico della propria vita. Il cugino con i trenini svizzeri vintage nel seminterrato, la vicina con la collezione di sassi che nessuno capisce perché colleziona sassi ma lei li guarda con una tenerezza che non riserva a nessun essere umano, l'amico che tiene i biglietti di tutti i concerti sbagliati a cui è andato appesi con le puntine sopra la scrivania. Ecco: quelle case lì raccontano qualcosa. Le case minimaliste raccontano solo che il proprietario ha letto lo stesso blog degli altri trentamila proprietari di case minimaliste. Persino Charles e Ray Eames, quelli della sedia che è diventata il feticcio dell'arredamento moderno, a casa propria vivevano sommersi da conchiglie, candele, tessuti e cianfrusaglie di ogni genere. Il che la dice lunga su quanto ci credessero, al minimalismo, quelli che lo hanno involontariamente inventato.

La verità è che l'idiosincrasia è un diritto, e forse l'unica forma di resistenza rimasta in un mondo che vuole tutti uguali con lo stesso filtro fotografico. Accumulare è un atto creativo. Significa scegliere, ogni giorno, qualcosa che parla a te e a nessun altro, e fregarsene se non rientra nel cottagecore, nel tech bro aesthetic o in qualunque altra tendenza con un nome ridicolo che tra sei mesi ricorderemo solo sul lettino dell'analista. Col tempo, tutte queste scelte messe insieme diventano un museo personale, disordinato, contraddittorio, vivo. Che poi è esattamente quello che dovrebbe essere una casa: non una vetrina, ma un autoritratto fatto di oggetti. E se qualcuno obietta che è disordine, si può sempre rispondere che il disordine è solo un ordine che non abbiamo ancora capito.




Dolcetto
Dolcetto ~ Foto © Antonio Dini



Importante

C'è posta per te
Il filosofo Henry Shevlin ha ricevuto un'e-mail da un agente di intelligenza artificiale (opens new window) che affermava di essere un modello linguistico di grandi dimensioni che manifestava interesse per il lavoro dello stesso Shevlin sulla coscienza dell'AI. Sebbene l'autenticità dell'email sia incerta (ma va?!), ha comunque suscitato un dibattito alquanto prevedibile tra i filosofi sulle implicazioni dell'autonomia dell'AI e sulla capacità dei contenuti generati dall'AI di imitare il pensiero umano. Questo episodio non è un chiaro esempio di marketing (no-no) bensì si inserisce nel contesto delle discussioni in corso sulla coscienza dell'AI e sulle capacità dei modelli linguistici come Claude di percularci. Eh già.

La Scuola di Francoforte
Jürgen Habermas (opens new window) è una montagna del pensiero filosofico contemporaneo. C Credevo fosse morto da chissà quanto. Invece no. Almeno, fino a ieri. (opens new window).

Fare software, fare hardware
La propriocezione è la capacità inconscia di percepire e riconoscere la posizione e il movimento del proprio corpo e dei suoi arti nello spazio, senza l'uso della vista. Questa è la propriocezione del software dell'hardware sul quale gira (opens new window), cioè un modo per dire che se non fai un software generico ma lo rendi "consapevole" dell'hardware su cui gira, è meglio; o qualcosa del genere.

Addio influencer
Benvenuti nel mondo degli "alternativamente influenti". Le agenzie di talenti secondo il Wall Street Journal sono alla ricerca dell'élite colta di Internet (opens new window) (c'è anche la traduzione in italiano (opens new window)), promettendo ai marchi l'accesso a un pubblico di nicchia e partecipe, lontano dal frastuono dei social media.

Il bianchetto del faraone
I ricercatori del Fitzwilliam Museum di Cambridge (opens new window) hanno scoperto che gli artigiani dell'antico Egitto utilizzavano una forma primitiva di bianchetto (opens new window) per correggere gli errori sui documenti scritti/dipinti nei papiri, applicando pennellate di vernice bianca alquanto audaci ad esempio per snellire la figura di uno sciacallo che evidentemente qualcuno riteneva troppo grasso.


Italiana

Luca Conti
Ho scoperto in ritardo che è morto Luca Conti (opens new window), che ho conosciuto, del quale ho stimato la coerenza etica, le capacità e il lavoro. Al di là di tutto, il suo blog è un racconto di una lucidità straziante (opens new window).

Ricostruzioni
Una gita a L'Aquila (opens new window), per vedere a che punto siamo con la ricostruzione (una di quelle cose al cui confronto le piramidi sono dei prefabbricati tirati su in una notte).

Due vocali per un sacramento
Confesso la mia ignoranza in questo settore, ma il termine corretto nella doppietta eucaristia/eucarestia è il secondo (opens new window), con la "i".

Du' spicci
Quanto costa e quanto guadagna Anthropic, la casa madre dell'intelligenza artificiale. Ce lo ricorda Stefano Quintarelli (opens new window), che oltre che politico è un informatico, un imprenditore e il padre dello Spid (opens new window). E anche un notevole critico dell'enfasi malsana sull'AI che caratterizza la nostra epoca.


Multimedia

Oggetti volanti senza identificazione
Per motivi che sarebbe troppo lungo stare a raccontare, sono inciampato in questo video (opens new window) che non so bene come descrivere o contestualizzare. Lo conduce V per Virginia - Media Pluralisti, cioè Virginia Camerieri (opens new window), che intervista Federico Giuliani, giornalista toscano che è stato in Corea del Nord (e ci si è laureato). Il tema? La Corea del Nord. Sembra un reportage da una galassia lontana lontana.

Folding
Un altro di quei video verticali di YouTube che fanno concorrenza a Instagram che fa concorrenza a TikTok, e che stanno diventando il formato con il quale ci si informa: pillole, pillole. In questo caso, l'iPhone Fold mostrato bene (opens new window), che è una non-notizia perché ancora non è uscito e non si sa come sia fatto, in realtà. O se esista, se è per questo.

Creasing
Quest'altro, invece, è da boomer: una recensione "avanzata" del MacBook Neo (opens new window) dopo ben sette giorni di uso, che dura esattamente 12 minuti, proprio come l'algoritmo comanda. Un approfondimento di un prodotto che esiste in formato orizzontale per 16 volte il tempo del video verticale su un prodotto inesistente: in confronto è quasi un master universitario.

Extinct
Un genio intergenerazionale (opens new window).

LIFE Noble Notebook
In otto giorni si è fatto più di otto milioni di visualizzazioni. Non è il video di per sé ma l'argomento e il posizionamento: come fanno i giapponesi a fare i LIFE Noble Notebooks (opens new window), il nuovo/vecchio marchio di taccuini giapponesi per prendere appunti che è fatto dai maestri ossessivi-compulsivo dell'artigianato? Probabilmente se lo metto nel titolo della newsletter diventiamo virali anche noi.

Pensieri laterali
Marcello Venenziani, intellettuale e filosofo pugliese di destra, ha una produzione ampissima di saggi, pamphlet e adesso anche di romanzi. Qui ne presenta uno (opens new window), intervistato da Federico Casanova.


Tsundoku

I Tarocchi
Gli arcani di nebbia è una duologia (per adesso) young adult eccetera eccetera ma godibile. Scritta da Fanny Caldin, per adesso sono usciti La cartomante (opens new window) e L'oracolo maledetto (opens new window). Al centro della storia, i Tarocchi. Tema che ricorre (opens new window), in questo periodo, tra i giovani.

I gorilla
Altra duologia, ma solo perché da noi non è stato ancora tradotto altro, molto più gustosa. Jakob Wegelius ci regala La scimmia dell'assassino (opens new window) e Il segreto dell'Hudson Queen (opens new window), entrambi centrati attorno alla figura di Sally Jones, la "gorilla marinara". Pare sia bello anche La leggenda di Sally Jones (opens new window).

I giapponesi
Sei anni fa, nel numero 96 di Mostly Weekly (opens new window), citavo Antonio Moscatello, collega che conosco dal lontanissimo 2000 (eravamo insieme a Roma all'Ansa), spirito ribelle che poi è andato a vivere a lungo in Giappone. E proprio dopo quell'esperienza ha creato una lunga serie di libri, l'ultimo dei quali è questo Gli imperatori del Giappone (opens new window), sempre per Newton Compton, che segue una filza di una mezza dozzina di titoli dedicati al Sol Levante.

Gli improperi
Male-dette. Manuale di imprecazione etica (opens new window) è un piccolo libro neanche tanto piccolo, curato da Stefania Doglioli ed Elena Miglietti che raccoglie i testi di Veronica Coppo, Valeria Corciolani, Elisa Forte, Rossella Iannone, Claudia Lupo, Emanuela Marangon, Alessandra Racca, Roberta Sala, Sara Alessandra Sottile, Ferdinanda Vigliani, Elisabetta Zurigo. Risponde alla domanda: se è vero com'è vero che imprecare fa bene, come si fa a farlo in maniera consapevole e senza ledere la dignità altrui? Sembra incredibile, ma esiste una risposta. E sta qui dentro. Ci sono anche gli esercizi pratici, tra le altre cose.


Coffee break

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Money quote

Vi sono incredibilmente grato per questa attenzione, ma, tanto per essere chiari, mi sento anche un po’ umiliato. Mi trovo in una stanza piena di attori, molti dei quali sono qui perché candidati a un premio che riconosce il loro straordinario lavoro. Io invece mi trovo qui per ricevere un premio per il fatto di essere ancora vivo. Trovo un po’ strano ricevere un Premio alla Carriera a metà della mia carriera. Non trovate che sia un po’ presto? Sono un attore che ancora lavora.

– Harrison Ford



D3C

Mostly Sponsor: D3C ~ Piacere di fare la vostra consulenza (opens new window)


Al-Khwarizmi

Enciclopedie locali
models (opens new window) è una applicazione per la riga di comando carina che permette di esplorare una tonnellata di modelli di intelligenza artificiale, vedere caratteristiche, tipi di agente, benchmark e via dicendo.

Nullclaw
Invece, non ricordo se l'avevo già messo qua, ma nullclaw (opens new window) (qui la repo (opens new window)) è l'ennesimo mini software per costruire la più piccola infrastruttura per AI in locale a bassissima potenza. In pratica: un binario Zig (opens new window) statico che si adatta a qualsiasi scheda da 5 dollari, si avvia in millisecondi e non richiede altro che libc (opens new window).

Grok
Come fare le immagini: Grok: Imagine - NSFW Bible (opens new window) (ma solo a scopo di ricerca sulla struttura dei prompt).

Colture
Se siete vecchio stile e coltivate ancora a mano i vostri alberi git, allora dovete guardare garden (opens new window)

Fly solo
Una istanza di WordPress (opens new window) che corre solo nel vostro browser. Non so se se ne sentisse la mancanza, ma comunque.

Alla ricerca
La prossima volta che devo scegliere un tool per fare la ricerca nel mio sito, devo guardare prima cosa ha scelto xkcd (opens new window). La risposta è pagefind (opens new window).

Writer Deck
Aveva ragione Gianluca Neri che, in tempi non sospetti, spiegava come Reddit fosse la parte sana (e vera) della rete. C'è di tutto, compreso un angolino per quelli che vogliono farsi un meccanismo di scrittura dedicato e a basso tasso di distrazioni. Lodevole intento. Questa idea (opens new window) è encomiabile: prendere un vecchio Sony Vaio P Series, che era una gemma rara di bellezza e compattezza, e trasformarlo in un moderno strumento per martellare parole, con MX Linux (opens new window) e FocusWriter (opens new window) (che è per Linux e Windows ma non per Mac).


Sauron
Sauron ~ Foto © Antonio Dini

La coda lunga

Calchi semantici
A proposito di linguaggio, c’è una cosa che mi tormenta da qualche tempo. La lingua è mobile. Addirittura, a forza di leggere slop a quanto pare le persone scrivono scimmiottando le AI (opens new window). Seguendo questo filone, mi vengono in mente in prima battuta le parole che stanno entrando nell'italiano dall'inglese e si fanno largo a gomitate, cambiando significato. È uno sbaglio, fino a che non diventa la nuova regola.

Per esempio, l'espressione "ricerca solida" (nel senso di uno studio fondato e ben argomentato) viene dall'inglese "solid research": è una traduzione letterale stonata; potremmo dire "ricerca rigorosa", "ricerca fondata", "ricerca approfondita", "ricerca ben documentata" con più ricchezza di possibili sfumature e quindi espressività.

Ancora, l'uso di "evidenza" nel senso di "prova". In italiano "evidenza" è una qualità astratta (ciò che è palese, ovvio) e non è numerabile. Non si dice "ci sono tre evidenze", ma si dice "è nell'evidenza dei fatti". L'uso che ne facciamo oggi, specialmente in ambito scientifico e medico (l'espressione "medicina basata sulle evidenze"), ricalca direttamente il termine inglese che significa "prova", "indizio" o "testimonianza".

Infine, "realizzare", che in italiano vuol dire esclusivamente "rendere reale", "compiere" (realizzare un progetto, ad esempio) mentre in inglese vuol dire "comprendere", "rendersi conto" Adesso è così anche da noi, con mio grande sgomento e rincrescimento.

Siamo pieni di questi calchi semantici, di questi anglismi, sbagliati all'inizio ma regolarizzati con l'uso e le costanti traduzioni pigre, basate sulle assonanze anziché sui dizionari: "supportare" nel senso di "dare assistenza" anziché "reggere un peso", "suggestione" nel senso di "suggerimento" anziché di "influenza profonda" (tipo quando si viene suggestionati da qualcuno e si crede qualcosa).

Non è una cosa di oggi e, se la si mette in prospettiva, non è neanche una cosa così sbagliata. Se facciamo un giro all'indietro di un secolo o due, infatti, troviamo moltissimi termini che oggi consideriamo "italianissimi" ma che nell'Ottocento sono entrati nella nostra lingua come calchi o adattamenti dal francese, spesso tra le polemiche dei puristi dell'epoca.

Tre esempi veloci: "treno", "dettaglio" e "metropolitana". Noi dicevamo "vapore" o "convoglio", poi sono arrivati i francesi con il verbo "traîner", trascinare, e il suo adattamento "train". Noi dicevamo "minuzia" o "particolare", poi sono arrivati i francesi con "détailler", tagliare a pezzi, da cui "détail" e quindi "dettaglio". Noi dicevamo "metropolitano" come aggettivo per riferirci solo a ciò che riguarda la città o la sede vescovile, poi sono arrivati i francesi con l'espressione "(chemin de fer) métropolitain" che abbiamo destrutturato, ridotto e trasformato in sostantivo: ecco qua la metropolitana.

Non c'è una morale, penso. C'è invece una questione di gusto e di consapevolezza. Gusto di chi scrive (nella mia testa: un musicista jazz che improvvisa esprimendosi con una tastiera molto ampia) e consapevolezza di chi legge (sempre nella mia testa: un filologo che si lascia portare dalla corrente delle parole, di senso in senso) con la consapevolezza che il rapporto tra le parole e il loro significato sta nelle persone e nelle loro storie.


three-stars


Un uomo deve amare molto una cosa se la pratica senza alcuna speranza di fama o di denaro, ma anche se la pratica senza alcuna speranza di farla bene. Un uomo del genere deve amare le fatiche del lavoro più di quanto qualsiasi altro uomo possa amare le ricompense che ne derivano

– G.K. Chesterton


END



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