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Mostly Weekly

Questa è la mia newsletter settimanale, ed è stata pensata anche per contribuire, nel suo piccolo, alla costruzione di una cultura informatica in Italia. Il mondo dei bit ha regole parzialmente diverse da quello degli atomi, che secondo me vale la pena esplorare.

Gente che ha fatto la posta

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C'è bisogno probabilmente di spiegare cosa intenda per "cultura informatica" dato che il termine "cultura" ha cambiato più volte di significato e l'informatica, cioè le "scienze dell'informazione", è un altro concetto poco e mal definito in generale: c'è chi non la ritiene neanche una scienza ma "solo" una tecnica.

Scienze dell'informazione
Invece, io mi metto dalla parte di quelli che ritengono che l'informatica sia una scienza e che abbia l'obiettivo di studiare processi algoritmici e macchine computazionali, cioè una scienza che si occupa del trattamento dell'informazione mediante procedure automatizzate.

Sia il termine "informatica" che quello anglosassone "computer science" (scienza dei computer, ma io preferisco il nostro vecchio "scienze dell'informazione") mettono in maniera non aggraziata l'accento su parti non centrali della disciplina. Tenerle assieme a mio avviso è compito della cultura.

Cultura
Per cultura intendo una realtà non immediatamente constatabile, che è definita come un insieme di modelli di comportamento che godono di consenso sociale. La cultura non è solo descrittiva; in parte è invece anche normativa, e svolge una funzione di bussola fondata su un sistema di valori e conoscenze.

La cultura non è l'erudizione del singolo, ma è la cassetta per gli attrezzi della società, in costante dialettica con l'azione sociale sul piano del dissenso e dell'innovazione.

Se si guarda in questa prospettiva, che a suo tempo venne modellata tra gli altri soprattutto da Talcott Parsons, dall'Illuminismo in avanti la cultura non è più patrimonio di una aristocrazia; inoltre, comprende sia le arti che le scienze ed ha la funzione di strumento di rinnovamento sociale.

Cultura dell'informatica
A cosa serve allora una specifica "cultura dell'informatica"? La risposta è semplice: le scienze dell'informazione hanno un ruolo sempre più importante nella nostra società, ma non si può dire la stessa cosa della loro comprensione, che tuttavia non passa attraverso i tecnicismi e l'educazione operativa.

Per poter partecipare criticamente e contribuire alla società a mio avviso occorre che prenda corpo una cultura informatica che sia una componente della cultura generale, in modo tale che quest'ultima possa funzionare come dovrebbe e consentire ai singoli di capire il funzionamento di ambiti diversi: dalla storia alla letteratura, dal diritto alle scienze fino, quindi, all'informatica.

Per una comprensione più ampia La cultura generale è diversa dall'idea di specializzazione: non perché la rifiuti, ma perché si occupa d'altro. Infatti, fornisce una chiave di comprensione di più alto livello dei fenomeni che avvengono nella società. La cultura generale consente di avere una piattaforma di conoscenze e competenze che permettono di comprendere, giudicare e scegliere. In questa complessità io, con Mostly Weekly, come molti altri cerco di occuparmi del pezzetto che riguarda l'informatica.