[Mostly Weekly ~364]

‌Platone e la Costituzione degli agenti intelligenti


A cura di Antonio Dini
Numero 364 ~ 22 febbraio 2026

Archivio: antoniodini.com/archivio/

Per iscriversi: antoniodini.com/iscrizione/


Bentornati. Grazie per aver aperto questa pagina! Mostly Weekly per adesso non cambia: è sempre una newsletter settimanale che esce quando è pronta, realizzata a mano, piena di refusi ma priva di algoritmi e AI (almeno quello).

Per contribuire, guadagnando punti-karma in qualche esoterico sistema di scoring metafisico, basta fare una donazione su PayPal (opens new window) in modalità Amici (è una donazione, dopotutto, non una compravendita). Facile, no?

Intanto, buona lettura.


Sete di cultura
Sete di cultura ~ Foto © Antonio Dini


Il posto per migliorare il mondo è prima nel proprio cuore, testa e mani, e poi partire da lì per lavorare verso l'esterno
– Robert Pirsig




Editoriale

Arredamenti costosi
I libri in qualche misura stanno tornando di moda e questo si capisce non tanto perché la gente legge di più (legge davvero di più? Di meno? Boh) ma perché in rete (opens new window), e poi nei giornali (opens new window), girano molte foto di librerie (i mobili che contengono i libri carichi dei suddetti libri) sia pubbliche (opens new window) che private in casa (opens new window). Questo mi fa pensare a una cosa: forse non stiamo tanto parlando di letteratura, quanto di arredamento. Chissà. I libri arredano e non costano neanche troppo, se si va sulle bancarelle dell'usato.

L'effetto straniante è simile a quello della musica con la passione per i dischi, cioè il "vinile": serie di foto di stanze dove si ascolta musica con impianti super-minimalisti o super-articolati, le immancabili sedie o poltrone di design (la Lounge Chair di Charles e Ray Eames, per dirne una), luci adeguate, piante lussureggianti ma con garbo, finestre luminose, decine e decine di dischi.

Idem per i libri: vagonate di libri (anche se non sempre, alcune librerie sono sguarnite, riempite con garbo ma di soprammobili) dalle coste e dai colori sgargianti ma dai contenuti sorprendenti: saghe fantasy, raccolte monotematiche di autori improbabili, accostamenti evidentemente cromatici più che tematici. Viene da ripensare alle librerie nelle case borghesi del dopoguerra italiano, fatte di enciclopedie comprate a rate per mostrare il salotto buono del sapere, acquisite faticosamente ma innegabili (e ingombranti) come un monumento alla cultura.

Se ci pensate, però, che cosa buffa che sono gli umani e i loro social.




Sete doppia
Sete doppia ~ Foto © Antonio Dini



Importante

Cos’è il «Soul Doc» che Anthropic ha scritto per Claude?
Anthropic ha pubblicato un documento di una cinquantina di pagine, una vera e propria "Costituzione di Claude (opens new window)" per insegnare al chatbot a comportarsi bene. Cosa dice? (opens new window) Non tutti sono convinti che sia la strada giusta: altre aziende si pongono il problema in modo molto diverso, mentre il rischio di un'AI fuori controllo sembra sia reale (opens new window). Ma una costituzione, veramente? (opens new window)

The Legend of Zelda compie 40 anni
La principessa di Hyrule raggiunge la mezza età: il 21 febbraio 1986, il videogioco cult usciva in Giappone. Venticinque anni dopo, in occasione di una mostra al Grand Palais (opens new window), gli artisti dello Zelda Team di Nintendo inviavano da Kyoto un regalo al giornale francese Libération. Visto che è il compleanno di Zelda, la redazione lo ha tirato fuori dalla soffitta (opens new window) con grande gioia di grandi e piccini.

I rischi dell’AI dalla disinformazione alle infrastrutture critiche
Lo studio (opens new window) del gruppo di scienziati di ASviS diretto da Yoshua Bengio prevede un’accelerazione tecnologica dell’intelligenza artificiale che nei prossimi cinque anni potrebbe essere difficile da gestire. Ne parliamo un po' da tutte le parti anche in questo numero di Mostly Weekly, maledizione. Dovrei cominciare a trasformare questa newsletter in un lunario, farei prima.


Italiana

Testimonianze dirette e indirette
Durante il suo incontro con il clero della diocesi di Roma il Papa Leone XIV ha detto che (opens new window) i preti devono resistere alla tentazione di scrivere le omelie con l’AI. Più o meno per gli stessi motivi per cui i giudici (opens new window) non devono far scrivere le sentenze alle AI.

Il copyright non salverà gli artisti
Probabilmente pensare di salvarsi dall'AI cancellandola a colpi di copyright è l'approccio sbagliato: un articolo di Ilan Manouach su Not (opens new window) segue una strada diversa. L’intelligenza artificiale è ormai un’infrastruttura cognitiva di base e bisogna rivendicarne il controllo pubblico. Utopia di retroguardia?

Storie strane
Il Corriere ci regala sempre delle gioie (opens new window) (surreali). Ad esempio, l'intervista all'infettivologo Anton Maria Cardini: «A 101 anni visito i miei pazienti e leggo ancora senza occhiali. Amo cani e gatti ma poi soffro perché muoiono prima di noi». Alé.

De tombinibus
Se proprio non avete altro da leggere e cercate una fissazione bella dura: la vicenda dei tombini di Cyberpunk 2077 (opens new window).

Dialoghi Coincidenze tra letteratura, scienza e arte: una riflessione sulla Metafisica ispirata da due libri di Paul Valery e Giorgio Parisi (opens new window) e la mostra Metafisica/Metafisiche a Palazzo Reale di Milano (opens new window). Sono l’occasione per riflettere sulle possibili intersezioni tra arte e scienza, immaginando un nuovo presente.


Multimedia

Dipendenze
Pino Arlacchi, che è stato mio professore una vita fa a Scienze Politiche, ha scritto un libro sulla Cina e lo promuove in vari modi: questa trasmissione radio "in video" (opens new window) è fantastica, soprattutto perché non si dovrebbero vedere mai i conduttori in video.

Personal organizer
Non so perché ma nella mia bolla continua a comparire questo gadget (opens new window) che, ve lo posso dire? è con tutta probabilità una ciofeca. Piuttosto, cercatevi su eBay il Casio Color Digital Diary CSF-7950 Clock (opens new window) (non scherzo: se non dovete sincronizzare niente, è una figata).

Chill out
Per rilassarvi dopo una settimana di fatica, ecco il nostro Solo Solo Travel (opens new window) che ci regala un giro sul treno di montagna più panoramico del mondo! Da Interlaken a Kleine Scheidegg (opens new window), tutto con rumori ambientali e senza commento (e eventualmente solo i sottotitoli).

Una volta, tanto tempo fa
Ve lo ricordate Daniele Luttazzi? Una volta, tanto tempo fa (opens new window). Erano altri tempi. Qui invece (opens new window) c'è Gianfranco Fini che più di recente racconta quando, tanto tempo fa, Giorgio Almirante andò alle Botteghe Oscure a rendere omaggio alla salma di Enrico Berlinguer.


Tsundoku

Questa rubrica si chiama Tsundoku perché mi piacciono i libri e ne compro un sacco, ma ho tempi di lettura abbastanza lunghi (non sono mai stato un lettore rapido). Il rischio era che, se si fosse chiamata in un altro modo, si sarebbe trasformata in una rubrica annuale o poco meno. Soprattutto quando decido di far fuori una coppia di mattoni (per le dimensioni) contemporanei.

Due libri che ho letto
A giugno nel numero 326 di Mostly Weekly (opens new window) citavo Alcibiade (opens new window) di Ilja Leonard Pfeijffer, autore olandese che vive a Genova. Poi, a settembre, in Mostly Weekly 341 (opens new window), citavo Platone. Una storia d'amore (opens new window) di Matteo Nucci. Entrambi gli autori hanno un background classico: Pfeijffer un dottorato in filologia classica (anche se poi ha seguito altre strade), mentre Nucci è invece uno scrittore e saggista esperto di pensiero antico, ha pubblicato saggi su Empedocle, Socrate e, in particolare, Platone, di cui ha curato una riedizione del Simposio.

Be', me li sono letti (mettendoli assieme sono quasi 1500 pagine). Non potrebbero essere due libri più diversi. Pfeijffer ha una precisione estrema a scapito della varietà narrativa. La trama è varia, la lingua molto meno: è un romanzo storico per appassionati di storia antica, ma molto rigida nella sua monumentalità, a tratti meccanico (le battaglie navali sembrano fatte con il Risiko) e poi estremamente documentato: le ultime cento pagine sono un susseguirsi di note e di rinvii, con glossari e spiegazioni varie. L'unico vero lampo di genio, a mio avviso, è nell'impostazione di fondo: cioè, nel coraggio di Pfeijffer di reinterpretare la personalità di Alcibiade, che noi conosciamo come figura tragica del più grande traditore della storia, rendendolo il "buono" della narrazione (il romanzo è in prima persona e tutti noi siamo i "buoni" delle nostre narrazioni interiori). Il punto di forza? La ricostruzione (invenzione?) dei discorsi di Alcibiade e degli altri uomini politici. Meravigliosi e letterariamente validi. Lo rileggerei? Sì, ma non adesso. Troppo saggistico-biografico, troppo poco romanzesco. È il greco del liceo classico.

Il cambio di passo con Platone di Nucci non potrebbe essere più grande. Anche se le due narrazioni insistono sullo stesso periodo storico (Alcibiade e Aristocle/Platone sono contemporanei, il primo nato nel 450 e morto nel 404 a.C., il secondo nato nel 428/427 e morto nel 348/347 a.C.) l'approccio è molto diverso. A parte la precisione nella documentazione (di cui Nucci rende conto alla fine con relativamente poche ma buone pagine di note e indicazioni bibliografiche) e la scelta "forte" di dare un'identità psicologica a Platone che è coerente ma ovviamente creata a tavolino, Nucci ha una marcia in più come romanziere. Usa una lingua viva, allusiva, sapiente, misterica, erotica. Il suo è il greco di Nietzsche e della fluidità più assoluta. Il tema dell'erotismo (che peraltro campeggia anche nella copertina) è forse la leva più forte e genuina per portarci in un mondo alieno. Quello che mi pare essere il punto centrale per Nucci è la distanza culturale e sociale tra noi e gli antichi greci: è una distanza invalicabile ma Nucci fa un lavoro notevole per riuscire a far parlare in maniera comprensibile con noi contemporanei un'altra epoca, che si esprimeva in una lingua di emozioni e forme di pensiero strutturalmente diverse dalle nostre.

Unico limite: ogni tanto Nucci scivola in una sorta di celebrity galore. Mi spiego. Oggi abbiamo meno di un cinquantesimo della letteratura greca (a essere ottimisti) e praticamente solo certi tipi di opere letterarie: i discorsi politici non venivano quasi mai trascritti, le leggi e i trattati li abbiamo persi praticamente tutti. In buona sostanza, gli archivi di papiri con la maggior parte dei testi (e la quasi totalità delle tragedie: ce ne restano solo 32 su molte centinaia) sono andati perduti per sempre. Platone è uno dei pochi sopravvissuti e forse un caso unico perché abbiamo praticamente tutta la sua opera (almeno, quella destinata al pubblico esterno all'Accademia).

Il problema è che l'Atene di Platone era anche quella di Socrate, di Aristotele, di Protagora, di Diogene, di Agatone, di Aristofane, di Alcibiade e quasi tutti gli altri "famosi" dell'antichità. Sono i nomi che sappiamo, poi ce n'era sicuramente altri che non sono "passati" magari perché poco importanti oppure perché sfortunati.

Nucci a tratti dà una grandissima importanza soggettiva a questi nomi nella narrazione, un po' come se fossero già delle stelle (perché lo sono adesso) ma è un effetto che distorce. Nei libri di storia abbiamo l'All Star dei personaggi, ma nella realtà ci sono due osservazioni da fare. La prima è che la struttura sociale vera (i ruoli di potere intermedi, le persone) all'epoca era diversa. Lo sappiamo anche se non sappiamo "come" fosse diversa. Inoltre, noi a posteriori, sapendo (parzialmente) com'è andata a finire, diamo importanza a quelli di cui abbiamo conoscenza, ma all'epoca non sapevano che Platone e Aristotele sarebbero diventati "Platone" e "Aristotele" o che l'Accademia sarebbe stata qualcosa di così importante.

Comunque: è scritto benissimo. Lo rileggerei? No, perché mi è piaciuto molto e voglio tenermi cara la prima impressione.

Prolegomena ai due romanzi precedenti
Entrambi i libri che citavo sopra richiedono una partenza lanciata: a non saperne nulla della Grecia antica si rischia di far fatica. Un consiglio? Questo libro di Luciano Canfora è breve (meno di cento pagine) e straordinariamente chiaro e felice nella scrittura. Con la sua Prima lezione di storia greca (opens new window), il filologo classico italiano più geniale della nostra generazione fa capire un sacco di cose.


Coffee break

Mostly Weekly è una newsletter libera e gratuita per tutti. Se volete supportare il tempo che passo a raccogliere e scrivere le notizie, potete fare una piccola donazione su PayPal (opens new window) in modalità amici e parenti (che detto così sembra quasi un "in alto le mani, questa è una rapina", però vabbè ci siamo capiti) oppure su Ko-Fi (opens new window) per gli amanti delle carte di credito.


Money quote

Immaginiamo un universo composto da un gas omogeneo nel quale non potrebbero esserci strutture, pianeti, vita, niente di niente. È l’universo della Genesi prima dell’intervento di Dio: fortunatamente per noi le cose sono andate diversamente: dal caos primigenio la materia si concentra in zone più dense che poi formano galassie e le galassie si dividono in stelle. Attorno alle stelle gli atomi si aggregano in granelli di polvere e queste nuvole di polvere si condensano in pianeti. Ma nemmeno i pianeti sono omogenei. Quanto di interessante c’è nell’universo è la conseguenza di fenomeni emergenti.

Tutto quello che osserviamo, notiamo, studiamo sono fenomeni emergenti. Cos’è una proprietà emergente? È la presenza di innumerevoli agenti (gas, atomi, molecole, piante, animali, metalli) che interagendo tra loro producono comportamenti, che si presentano solo quando il numero di agenti è estremamente elevato.

– Giorgio Parisi, Le simmetrie nascoste



D3C

Mostly Sponsor: D3C ~ Piacere di fare la vostra consulenza (opens new window)


Al-Khwarizmi

Tradizionalisti
Un po' di software. Se usate brew (opens new window) ma non vi trovate a vostro agio con la riga di comando, brewy (opens new window) cerca di semplificare la gestione con un'app open source: la stanno sviluppando e migliora.

Identità multiple
Non ho questo tipo di esigenza, ma se vi dovesse servire un browser per Mac pensato per gestire identità multiple (ad esempio, più account allo stesso servizio) sia con supporto a Chromium che con Firefox, forse Donut (opens new window) fa per voi: di base gratuito, offre anche servizi più strutturati in abbonamento.

Minicalendari
La gestione del calendario è complicata. Mettiamo che viviate dentro il vostro Mac: dot (opens new window) potrebbe fare al caso vostro. Riduce il calendario a un elemento della barra dei menu e varie altre opzioni per minimizzarlo ma non depotenziarlo. Ovviamente anche lui in abbonamento (maledizione). Io da una vita uso Itsycal (opens new window), che è più basic ma gratuito (grande mowglii (opens new window)!).

Ottimizzare Intelligenza artificiale: utilizzare Claude Code per programmare o altro è un problema per il limite di token e i costi aggiuntivi. Ci sono per fortuna tecniche di ottimizzazione e compressione che permettono di ottimizzare. Questo rtk (opens new window) promette di fare proprio questo: comprimere, ottimizzare, risparmiare. Più ragionamenti, meno costi.

Sideloading anyone?
Un po' di sano smanettamento. C'è chi compila Basilisk II (opens new window) per iOS (grazie a questo repository (opens new window)) e poi lo usa (opens new window) per far girare il System 7 sull'iPad (opens new window).

Rosetta 2 va in soffitta
A novembre del 2020 Apple ha introdotto i processori Apple Silicon (opens new window) per i suoi computer: architettura Arm, evoluzione dei processori di iPhone e iPad. Dagli M1 a ora sono passati sei anni, con la compatibilità del software scritto e compilato per x86 di Intel (la precedente architettura (opens new window)) garantita da un layer di emulazione, Rosetta 2. Adesso la notizia che Rosetta 2 non ci sarà più con macOS 28 (opens new window), cioè a novembre del 2027, sette anni dopo il rilascio dei processori M1.


Fame e sete
Fame e sete ~ Foto © Antonio Dini

La coda lunga

Chele a domicilio
Come avrete notato, l'arrivo di OpenClaw (opens new window) ha creato una certa emozione. Conosciuto anche come ClawdBot e MoltBolt, OpenClaw è un framework "agentico" open source e in grado di girare in locale (opens new window), con una profonda integrazione con il sistema e con un accesso completo a file e dati dell'utente. Complesso (occorre essere in grado di mettere le mani in codice e configurazioni *nix) ha anche un tema di costi di capitale, perché il sistema preferito per farlo girare in maniera efficace, cioè il sistema più compatto, potente ed economicamente conveniente, è il Mac mini.

Pare anzi (opens new window) che se ne stiano vendendo parecchi proprio per questo motivo (opens new window), anche perché OpenClaw stessa ha facilitato la migrazione del codice dall'architettura Nvidia (le GPU) a quella Apple Silicon. È un costo di capitale e non operativo perché il Mac mini costa relativamente caro (da 729 euro in su ma si arriva a 2800 euro come niente), anche se poi non c'è un abbonamento da pagare per l'uso di OpenClaw.

Però esistono delle alternative al Mac mini. Infatti, anziché Nvidia o Apple Silicon, perché non andare verso un'altra architettura basata sempre su Arm? Facendo un massiccio refactoring del codice, riscrivendolo in Go anziché in TypeScript (OpenClaw) o addirittura in Python (alcuni porting ad esempio come NanoBot (opens new window) per le architetture dei computer single board basati su Linux), quelli di PicoClaw (opens new window) stanno già portando tutto su Raspberry Pi (opens new window). E la cosa interessante è che, a fronte di un costo irrisorio (i Raspberry Pi costano una cinquantina di euro), dicono di essere riusciti a ottimizzare il funzionamento della bestiolina in maniera tale da avere sostanzialmente un agente completo in un formato molto più compatto, veloce, efficace. Lo schema, insomma, è di attaccare un Raspberry Pi al router di casa in modo che tutta la rete interna lo veda, installarci PicoClaw e avere a disposizione su tutti i dispositivi dotati di un browser l'agente che fa tutto (più o meno) ma a costo zero.

Io continuo a pensare che Anthropic, bullizzando OpenClaw e spingendola tra le braccia OpenAI, abbia fatto l'autogol del secolo (opens new window) (ed è finito solo il primo quarto).


three-stars


Un uomo deve amare molto una cosa se la pratica senza alcuna speranza di fama o di denaro, ma anche se la pratica senza alcuna speranza di farla bene. Un uomo del genere deve amare le fatiche del lavoro più di quanto qualsiasi altro uomo possa amare le ricompense che ne derivano

– G.K. Chesterton


END



Ti è piaciuta? Inoltrala a chi potrebbe essere interessato
Se l'hai ricevuta, puoi iscriverti qui
L'archivio dei numeri passati invece è qui
Se vuoi contribuire al futuro di Mostly Weekly, puoi fare una piccola donazione usando PayPal (opens new window) modalità Amici
Buona domenica!