[Mostly Weekly ~78]

La fine della villeggiatura


La newsletter omonima a margine del canale Telegram (opens new window)
(quella che esce quando è pronta)

A cura di Antonio Dini
Numero 78 ~ 30 agosto 2020

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The tyranny of a prince in an oligarchy is not so dangerous to the public welfare as the apathy of a citizen in a democracy
— Charles de Montesquieu

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Ci siamo, si torna dalla villeggiatura ovviamente sotto l'acqua scrosciante: le vacanze sono finite. È arrivato il momento di ricominciare. Ancora non è settembre, però, e quindi colgo l'occasione con questo ultimo numero di agosto per mantenere l'approccio "freestyle" estivo e soprattutto di svuotare il magazzino delle notizie. Infatti, quando nelle scorse settimane leggevo pigramente a giro per la rete cose che poi trovavo di un qualche interesse, me le appuntavo con l'idea che, essendo in villeggiatura, magari non avrei avuto tempo per organizzare un numero completo di Mostly Weekly e sarebbero potute tornare utili. Alla fine, questa riserva strategica di contenuti è risultata essere fin troppo abbondante. Però, siccome le notizie, proprio come il latte, scadono, faccio questo numero "lungo" di fine estate e mi rimetto (quasi) in pari. Cosa succederà nei prossimi numeri? La verità è che ancora non ne ho la più pallida idea. Vedremo. Per adesso, buona lettura.

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È ora di cambiare ~ Foto © Antonio Dini
È ora di cambiare ~ Foto © Antonio Dini

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Tokyo Noise

Non so neanche io come definirlo: Tokyo Noise è un documentario del 2002 che ho trovato citato per caso (opens new window) da qualche parte nel maelstrom di cose che leggo, e che si può vedere liberamente (opens new window) su YouTube. È stato realizzato da tre registi e documentaristi svedesi piuttosto eclettici, cioè Kristian Petri, Jan Röed e Johan Söderberg. Insieme i tre raccontano per ottanta minuti, con una serie di personaggi sconosciuti o famosi (il fotografo Nobuyoshi Araki) e con un montaggio e una fotografia baciata dal fato, una Tokyo fulminante e indimenticabile, un ambiente potentemente creativo in cui ci si muove a cavallo tra una dimensione di ansia inconsolabile e una serena meditazione. Per combinazione, negli stessi giorni ho visto il documentario italiano su Bruce Lee e i film di kung fu, L'urlo di Chen terrorizza ancora l'Occidente (opens new window), realizzato in maniera molto più amatoriale, dilettantesca e a tratti rozza da Lorenzo De Luca. Per quanto sia interessante come documento nerd sul cinema di Hong Kong del genere "Gongfupian", tra il graffiante Tokyo Noise e il fan-film erudito di De Luca c'è un abisso.

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Interior Space

Il titolo, bisogna ammetterlo, è delizioso. Il prezzo un po' meno. Comunque, dopo una trionfante campagna su Kickstarter (opens new window) nei prossimi giorni sbarca su Amazon (opens new window) il libro del fotografo Roland Miller con il nostro astronauta Paolo Nespoli. Si tratta di un coffee table book che è una esplorazione visiva della Stazione spaziale internazionale. Le immagini sono epiche. Pubblicato da Damiani di Bologna, festeggia i 20 anni di continua occupazione della Iss (era il novembre del 2000 quando tutto è cominciato, c'era ancora lo Space Shuttle). Costa tanto, ma è prezioso.

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Musica per gli occhi

In questa fase ibrida o no, mezzo lockdown e mezzo bomba-liberi-tutti, Steve Lukather ha pubblicato il suo nuovo singolo, Run to me, il cui video è su YouTube (opens new window), dove suona in compagnia di Ringo Starr (che sembra avere 40 anni, altro che 80!) e della sua famiglia, tra cucina, tinello, amaca e giardino, con mogli, figli e cagnolino. È una rockstar californiana, uno dei chitarristi più influenti della storia del rock e uno dei pilastri dei Toto, che sono a loro volta forse il supergruppo più importante nella definizione del sound rock californiano (e non solo) tra gli anni Settanta e Novanta. Lo dico perché ho scoperto che è anche uscita la sua autobiografia (scritta con Paul Rees e con introduzione di Steve Vai), intitolata The Gospel According to Luke (opens new window). Voglio leggerla, i giudizi sono ottimi in maniera pressoché unanime: è il racconto di una traiettoria musicale e umana incredibile. I Toto (all'origine: David Paich, Jeff Porcaro e Steve Porcaro, oltre a Lukather) sono uno dei miei gruppi preferiti di sempre e loro come turnisti sono l'anima musicale dietro Thriller (opens new window) di Michael Jackson e dietro mostri come Quincy Jones, Paul McCartney, Stevie Nicks, Elton John, Miles Davis, Joni Mitchell, Don Henley, Roger Waters e Aretha Franklin. Senza contare il primo album, Silk Degrees (opens new window) di Boz Scaggs, in cui hanno giocato un ruolo fondamentale e che ha aperto la via al loro mix di rock e R&B (nota per gli amanti del vinile: se volete regalarvi qualcosa di unico, questo è il disco che fa per voi (opens new window)). Insomma, avrò gusti pop anni Ottanta, ma io il libro me lo leggo (così come un annetto o due fa sono andato a vedermi il concerto di Lukather al Blue Note (opens new window)).

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Letture: il mansplaining spiegato bene

Una cosa che trovo insopportabile è il "mansplaining". Cioè, trovo insopportabile sia la parola francamente orrenda che il suo significato. Perché l'idea di maschi che spiegano le cose alle femmine è l'inveramento dell'idea stessa di "paternalismo" e sinceramente odiosa. Comunque, Nicole Tersigni ha scritto un libro, Men to Avoid in Art and Life (opens new window) (link affiliato) in cui spiega cosa sia il mansplaining (portmanteau di "uomini che spiegano") usando memi basati su opere d'arte del Seicento. Il New York Times (opens new window) ne ha scritto ampiamente.

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Norah Jones

Il modo migliore per ascoltare la musica, dice l'anonimo commentatore di YouTube, è su YouTube: non c'è bisogno di nessuna etichetta discografica o di iTunes. Da un certo punto di vista, dopo aver ascoltato questa (opens new window) che è una delle cose registrate da Norah Jones sul suo canale durante il lockdown, viene da dargli ragione. Lei che canta in soggiorno, con una vecchia Fender Jazzmaster: da paura.

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Ménage à trois

Spectacle è una trasmissione realizzata da Elvis Costello che apre a un modo diverso di ascoltare la musica. In ogni episodio Costello parla e suona con un ospite, essendo lui, oltre che un musicista, anche una specie di filologo musicale, ne ricostruisce lo stile e il modo, trasformando la musica leggera in musica un po' più colta. Diventa così musica da ascoltare, guardare, quasi da toccare. L'episodio con Lou Reed (opens new window) è fenomenale. Tuttavia, secondo me è insuperabile la puntata in cui l'ospite è Diana Krall (opens new window), la moglie di Costello e una strepitosa jazzista, e l'intervistatore è Elton John, che oltretutto è un amico di famiglia della coppia. Ne viene fuori un episodio straordinario per intensità emotiva oltre che per la musica che viene suonata. E tra i due mondi musicali, quello di Krall e quello di John, il rapporto con il pianoforte è la chiave per aprire a uno sguardo molto particolare con la fatica, la solitudine, la dedizione e l'energia necessaria per arrivare a essere un pianista di livello anche se nella musica leggera.

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World War Z

L'altra sera, complice il caldo e la stanchezza, mi sono guardato un film con Brad Pitt che non avevo mai visto: World War Z (opens new window). Non avevo neanche capito che era una storia di zombie (pensa te), e devo dire che vederlo in questo frangente storico, con mascherine e tutto, fa abbastanza impressione. Il film è tutto sommato noioso, però oggi l'idea di una pandemia misteriosa che trasforma le persone in zombie è "scandalosa". Sono andato a leggermi un po' di cose, ad esempio sulla travagliata produzione e soprattutto sulla storia del libro da cui arriva il film. Si tratta di Manuale per sopravvivere agli zombie (opens new window) (se non lo conoscete, è scritto come un vero e proprio manuale di sopravvivenza, con tanto di schemi e disegni, oltre a valutazioni se nel corpo a corpo con lo zombi sia meglio l'ascia o la mazza da baseball) scritto da Max Brooks. Lui è figlio di Mel Brooks e di Anne Bancroft, sostanzialmente vive di queste storie di zombie. E devo dire che ha idee interessanti (opens new window), anche sull'attuale pandemia.

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Una razza, una fazza

Un lavoro enorme, utilizzando fonti storiche di vario genere, per un risultato unico: grazie al solito machine learning hanno ricreato i volti (opens new window) degli imperatori romani. È un lavoro di "apparenza", probabilmente con dei bias che sono stati solo parzialmente corretti e comunque ci si basa su un corpus di immagini piuttosto eterogeneo. Comunque, fa impressione (sembrano veri!).

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Un buon punto di partenza

Anche se quelli presentati sono solo framework e software open source, questo Architecture Playbook (opens new window) è un sito molto interessante perché offre una carrellata logicamente strutturata delle risorse necessarie per progettare il proprio software o servizio. Inclusa l'architettura del business, dei dati, applicativa, software, infrastrutturale e gestione di rischio e della qualità.

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Scrivere?

Scrivere, scrivere, scrivere. Potete farlo in maniera collaborativa con PubPub (opens new window), con Etherpad (opens new window), con Draft (opens new window), con Outline (opens new window) e con mille altri. Ma quale funzionerà?

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L'iPad a bordo

Avete il brevetto, avete l'aereo, ora volete imparare a usare l'iPad come tablet di bordo. Ecco qui quel che serve (opens new window). Invece, non c'entra niente ma mi sono capitati tra le mani anche questi due link: il video di un vero pilota (opens new window) che porta a fare un giro un A320Neo su FS-2020 (opens new window) e su X-Plane (opens new window) da una parte, e dall'altra una notizia curiosa in un thread su Twitter (opens new window): un certo "nathanwright120" ha collaborato con OpenStreetMap per fare data entry e ha sbagliato a mettere il numero di piani di un edificio di Melbourne: anziché "2" ha scritto "212". Ebbene, MS Flight Simulator-2020, che scarica un dump delle mappe e poi lo renderizza per fare gli scenari del gioco, ha tenuto l'errore e adesso a Melbourne c'è un grattacielo di 212 piani che sembra un monolite moooolto luuuuungo (opens new window) (e pare ce ne siano altri tre o quattro in Israele (opens new window)).

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Vecchi alberi

L'albero di Mirto (opens new window) della regina Hatshepsut (opens new window) della XVIII dinastia è vecchissimo. Ma proprio tanto.

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Piccolo è meglio

Eulogia dell'iPad mini, il tablet perfetto (opens new window). Che, con la prossima iterazione, potrebbe avere la presa Usb-C anziché Lightning e un pollice di schermo in più tagliando le cornici, e diventare così una vera cannonata.

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Smart people

I nazisti, quelli veri, avevano un quoziente di intelligenza parecchio elevato: se ne sono accorti nei vari test fatti dagli americani durante il processo di Norimberga (opens new window) (ma si può estrarre il QI di una persona con un test? Chi dà il diritto di raccogliere quelle informazioni?). E comunque, per creare il male assoluto serve intelligenza. Nelle parole di Hannah Arendt, "The sad truth is that most evil is done by people who never make up their minds to be either good or evil."

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Letture scheumorfiche

Se mai aveste bisogno di trasformare una copertina di un libro in un oggetto virtuale 3D, questa è la libreria che fa per voi (opens new window).

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Energia

Sta arrivando una nuova chimica per le batterie agli ioni di litio, senza cobalto, che promette miracoli (opens new window).

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Il GRA de noantri

Ok, è per americani direi. Comunque, ci sono nomi di cose che in realtà sono nomi di persone (opens new window), tipo l'algoritmo PageRank di Google prende il nome dal suo fondatore Larry Page.

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Il vigile urbano automatico

Vi ricordate i pizzardoni che stavano al centro degli incroci e dirigevano il traffico? No, non il poliziotto di Flashdance che viene imitato dalle due giovani smandrappate, penso più a Totò o ad Alberto Sordi nel mezzo di piazza Venezia che gestiscono il caos con il tocco umano che nessun sistema automatico di viabilità poteva offrire. Ebbene, tutto questo sta per tornare con NoTraffic (opens new window), l'azienda ovviamente californiana e ovviamente startup che gestisce i semafori per adesso di Phoenix usando l'immancabile intelligenza artificiale. Secondo loro le perdite di tempo nel traffico calano del 40%. La cosa interessante è che l'adattabilità plastica del sistema consente di dare ad esempio una corsia preferenziale di semafori verdi ai veicoli impegnati in emergenze (pompieri, ambulanze). Il sistema di AI pare sia sofisticato e, quando calcola come gestire i flussi, lo fa analizzando anche il punto di vista soggettivo dei veicoli, la loro difficoltà a vedere altri veicoli negli incroci dal lato del loro punto morto e cose così.

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Vedo non vedo

Sono affascinato dal design delle toilette soprattutto quelle pubbliche e ho comunque una debolezza per quelle nipponiche, che raggiungono livelli di eccellenza notevoli (come ho anche testimoniato (opens new window)). Per questo la notizia che a Tokyo hanno installato i primi gabinetti pubblici trasparenti (opens new window), che permettono ai potenziali utenti di ispezionare l'igiene interna e poi entrare, facendo diventare le pareti opache e quindi recuperando la propria privacy. Tra l'altro, in Giappone, nonostante i gabinetti pubblici siano specchiati (ho in mente quelli di un paio di stazioni della JR East, semplicemente spettacolari) sono relativamente pochi a causa di un pesante pregiudizio, e cioè che siano zozzi. La città di Tokyo sta riprogettando i suoi servizi igienici pubblici per cercare di superare questo stereotipo. Il video nell'articolo con il bagno che diventa opaco è divertente.

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Ne uccide più il javascript che la penna

Un repository con un convertitore di testo scritto a tastiera in una forma di scrittura a mano "realistica" (opens new window) (ma molto anglosassone come impostazione). È semplicemente un software per la riga di comando che prende un file di testo come input e spara fuori un pdf come output. Ci sono esempi nel repository.

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Parlare alla macchina

Libra è un insieme di API per il machine learning (opens new window) pensato per utenti non tecnici. Le API possono essere utilizzate per costruire modelli di machine learning che rispondono a query fatte con il linguaggio naturale (in inglese, of course). Nel repository ci sono anche delle demo disponibili.

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Professioni a rischio: i muratori

Si chiama Mighty Buildings ed è una startup che costruisce case utilizzando la manifattura additiva, cioè la stampa 3D (opens new window). Ci vogliono circa 24 ore per costruirne una e in media costano il 45% in meno del costo di acquisto della casa media in California. L'azienda è stata capace di automatizzare l'80% del processo complessivo per la costruzione della casa. Utilizza un materiale speciale che si indurisce immediatamente e che è capace di supportare il suo stesso peso, rendendo così possibile la stampa orizzontale senza supporto (cioè letteralmente in aria). Le finestre, le tubature e l'impianto elettrico vengono installati sul sito e lo scarico del gabinetto viene fornito da un'altra azienda. La notizia non è solo una curiosità, perché la California nei prossimi anni deve potenziare la costruzione di nuove case per riuscire a soddisfare la domanda crescente (opens new window), e deve riuscire a farlo sia riducendo i costi delle abitazioni che facendo fronte a una cronica mancanza di personale per l'edilizia (causato anche dal blocco dell'immigrazione voluto da Trump). Come accade spesso quando si parla di Usa, l'enfasi sull'automazione spinta e le soluzioni smart (anche con la AI o, come in questo caso, con la manifattura additiva) non sono fatte per far perdere posti di lavoro, ma per supplire alla mancanza di personale in condizioni di mercato del lavoro saturo.

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Decrittatori automatici

Avete presente quando in un film il buono (o il cattivo) di turno "rompe" un documento crittato con uno strumento automatico, a prescindere da quale sia l'algoritmo utilizzato per la crittazione? Non è per niente facile costruire uno strumento del genere. Ciphey, software open source disponibile in questo repo (opens new window), si sta avvicinando a questo obiettivo utilizzando un sistema di intelligenza artificiale per processare il linguaggio naturale che è stato addestrato per determinare quale tipo di crittografia sia stata usata e per capire quando effettivamente è riuscito a decrittare il testo. Sono supportati più di 20 tipi diversi di modalità di crittazione e varie lingue. Rispetto ad altri strumenti software simili è considerato molto più veloce e semplice da utilizzare.

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Il gioco del monitoraggio

Sono appassionato di utility per il monitoraggio del sistema. Ce ne sono molte che sono particolarmente interessanti per come presentano il flusso di dati in tempo reale che ricevono misurando l'utilizzo del processore, memoria, disco, rete e singoli processi. Questo Bpytop si distingue abbastanza dal mucchio (opens new window): funziona su Linux, macOS e FreeBSD ed ha un sistema di menu ispirato a una logica da videogioco. Inoltre, ha il supporto completo del mouse, la capacità di mostrare statistiche dettagliate per singoli processi selezionati e varie altre cose. Supporta tutti i temi bashtop.

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Il microbo che sta cambiando la nostra idea della vita

Pensavo di essere pigro, ma evidentemente mi sono sopravvalutato. Un gruppo di scienziati ha infatti scoperto una forma di vita nelle profondità degli oceani (opens new window) che sopravvive con un budget energetico praticamente inesistente: 50 mila miliardi di miliardi di volte inferiore a quello di un essere umano. Nonostante siano stati trovati in ambienti estremamente limitati dal punto di vista dell'energia a disposizione, questi microbi sono abbondanti e si nutrono del materiale organico che cade dagli strati superiori dell'oceano. Soprattutto, i microbi vivono in una specie di animazione sospesa che può durare milioni di anni. Se su Marte dovessero esistere dei microbi, sarebbero più o meno fatti così. Per adesso, il sedimento più antico che è stato trovato data 2,6 milioni di anni, ma gli scienziati sono convinti di poter trovare dei campioni di 50 o 100 milioni di anni fa.

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La supremazia del designer (di Tesla)

I designer, si sa, sono creature particolari. Affrontano la complessità del mondo con una prospettiva che ritengono superiore e completa: il vertice della struttura che la chiude e la tiene insieme. Per questo, come altre specie di operatori nella complessità, spesso cambiano tipo di soggetti, ritenendo di poterli dominare tutti con l'espressività del proprio linguaggio professionale. Remy Labesque, che è uno dei designer senior di Tesla, negli ultimi tre anni si è dedicato (opens new window) a un suo personale progetto di questo tipo: anziché progettare automobili si è messo a riprogettare i cioccolatini, sostenendo che la classica forma a goccia non fosse la migliore per la sua funzione, ma solo per la produzione di massa automatizzata. Qual è allora la forma migliore? I cioccolatini di Labesque sono quadrati, con facce piramidali, simili a diamanti schiacciati, con due lati più spessi e due lati più sottili. Il cioccolatino mantiene questa forma per tutto il periodo della cottura. Sono realizzati in tre gusti e vengono venduti in buste da mezzo chilo a trenta dollari.

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Citarsi addosso ~ Foto © Antonio Dini
Citarsi addosso ~ Foto © Antonio Dini

Disclaimer: con alcuni dei siti linkati questa newsletter ha un'affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su altri negozi di e-commerce.


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