[Mostly Weekly ~372]
La foresta oscura della mente
A cura di Antonio Dini
Numero 372 ~ 19 aprile 2026
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Intanto, buona lettura.

Non ha valore chi critica. Ha valore chi tenta, anche se cade
– Teddy Roosevelt
Editoriale
The Cognitive Dark Forest
(Parte prima di un ragionamento che finisco settimana prossima)
C'è la solita, vecchia vignetta del New Yorker che tutti citano: dall'altra parte della connessione ci potrebbe essere chiunque, anche un cane (opens new window). Poi c'è la versione aggiornata: dall'altra parte ci potrebbe essere anche un robottino (opens new window) (cioè l'AI). O un minore. O un gruppo di persone. Un intero villaggio. La qualunque: lo insegnano nella prima lezione dei corsi di cybersecurity, subito dopo la differenza tra autenticazione e autorizzazione (opens new window). Quello che si autentica, però, chi è?
Ora, dall'Unione europea che ha le sue idee su come bloccare l'accesso sia ai siti vm18 che ai social per chi ha meno di 16 anni (come spiego sotto) a Tinder, che molla la blockchain e si allea con Sam Altman e il suo World ("l'occhio" con l'AI che ti scruta a casa (opens new window) (archivio (opens new window))), il tema sta diventando sempre più pratico: spogliare di qualsiasi forma di anonimato gli utenti della rete per renderli riconoscibili e quindi identificabili. Tipo quando negli Usa si entra nel bar e si chiede una birretta, e ti chiedono il documento anche se hai 50 anni "perché questa è la regola".
Quindi, se da un lato il vettore dell'AI tende a trasformare le persone che vanno in rete in NPC mentre i protagonisti delle conversazioni diventeranno modelli dotati di personalità unica e spettacolare, dall'altro il controllo "per essere sicuri che non ci siano abusi" diventerà una forma di schedatura senza precedenti. Andiamo, insomma, verso una strada in cui viene tolto l'anonimato di default a internet. Cioè una delle sue caratteristiche chiave.
Se ci pensate: oggi si possono fare cose senza essere loggati oppure ci si può loggare con una identità digitale che non richiama la propria identità reale. Domani, a quanto pare, non più. Sarà una forma di controllo simmetrico a quello che sta nascendo con la miriade di videocamere e microfoni che popolano i nostri spazi.
Nei sistemi di controllo reali, dal nazismo e fascismo al Grande Fratello passando per tutti i vari regimi che le società novecentesche ci hanno regalato, c'è sempre stato il problema di come fare a gestire la mole di dati enorme che viene da questo tipo di controllo. La risposta era che metà della popolazione spiava sull'altra metà. È un classico che si è capito sin dalla fine dell'Ottocento (Benito Mussolini e Adolf Hitler lo capivano benissimo).
Oggi la colla che tiene tutto questo insieme è la capacità di raccogliere ed elaborare automaticamente le informazioni, per creare delle statistiche e riconoscere dei pattern. A nessun umano interessa realmente leggere le mie email o ascoltare i miei discorsi o vedere dove vado (se c'è questo interesse, è un caso limite e probabilmente è anche un "interesse legittimo" delle autorità). Invece, le informazioni che raccolgono servono ad alimentare i sistemi statistici di cui parleremo la prossima settimana. È il tema della Cognitive Dark Forest (opens new window) e della conseguente scelta di alcune persone di tirarsene fuori, seguendo il suggerimento razionale di restare offline il più possibile. Ne riparliamo, intanto, buona domenica anche a voi.

Importante
Vi avevamo avvertito
La Cina ha deciso di chiudere uno spazio aereo enorme (opens new window), 73mila chilometri quadrati, davanti all'isola di Taiwan dal 27 marzo al 6 maggio. È una cosa abbastanza insolita e inedita. Inizia l'invasione?
Leggi e decreti
Un'idea carina: convertire i testi di legge in formato markdown, caricarli in un repository git e renderli disponibili su GitHub. Lo sta facendo a quanto pare un solitario programmatore con vari Paesi europei, Italia inclusa (opens new window). È fatta molto bene la Spagna (opens new window). A cosa porterà tutto questo? Boh.
Segnali stradali
Questa cosa della BBC (opens new window) ha girato abbastanza: cosa si impara girando per le strade francesi guardando la loro segnaletica stradale. Tanta roba.
Etichetta
Tutto quello che non dovete fare con le bacchette (opens new window), perlomeno in Giappone.
Italiana
Wired-it
Purtroppo chiude (opens new window) Wired Italia. Se ne vanno 17 anni di storia del giornalismo d'inchiesta sull'innovazione e la scienza. Che spreco. La mancanza di stile dell'ukaz del ceo di Conde Nast, Roger Lynch, (opens new window) è da manuale.
Comici e nostalgia
Luca Ravenna ospite al Porecast (opens new window) di Giacomo Poretti. Facile.
Leggere e scrivere
Intervista a Pietro Citati nel 1985 (opens new window), fatta da Gianni Minoli a Mixer.
ThLL
Il lessicografo è un biografo delle parole (opens new window), dice la dottoressa Marchionni, una delle latiniste coinvolte nel progetto secolare e straordinario Thesaurus Linguae Latinae (opens new window), il primo dizionario completo della lingua latina. Opera umana e analogica per eccellenza, nata alla fine dell'Ottocento, oggi le sue voci sono presenti nel database online di De Gruyter (opens new window) e in open access (opens new window), come scansione delle pagine dei volumi digitalizzate. L'articolo online sul sito di Treccani in realtà fa parte di una serie di articoli della rivista digitale Il Chiasmo (opens new window), fatta dalla Rete Italiana degli Allievi delle Scuole e degli Istituti di Studi Superiori Universitari (RIASISSU) (opens new window), realizzato in collaborazione con l'Istituto Treccani.
Multimedia
PayPhone Tag
Praticamente è un gioco, ma è anche una mappa affascinante. In Australia i telefoni pubblici sono diventati gratuiti. Ce ne sono ancora parecchi. Chiamando un determinato numero e dando un codice, si "controlla" il telefono. Lo scopo è formare triangoli, usandone tre in posti vicini, per conquistare un territorio o rubarlo agli altri. Come dicevo, questa è la mappa del gioco PayPhone Tag (opens new window), che è anche la mappa dell'Australia e della sua rete di telefoni pubblici. Fico. (Ovviamente, per giocare bisogna essere fisicamente in Australia)
Wageslave
Gioco per Steam dalla grafica incerta, scritto da un programmatore che si è licenziato dal suo precedente lavoro per creare questo gioco che descrive il suo precedente lavoro. In pratica: l'alienazione fatta gioco. Molto meta.
N64 Open World
Infine, sempre parlando di giochi, questo tipo spiega (opens new window) come ha fatto a costruire un motore grafico (la parte tecnicamente più importante) per un open world che gira su Nintendo 64. È la cosa più inattuale che si possa immaginare e al tempo stesso fichissima (dal punto di vista tecnico). È la base per la costruzione di futuri giochi.
Tsundoku
Il taglio del bosco
Cosa resterà di tutto questo quando il mondo digitale fatto di cloud e di AI avrà finito di ingranare? Che fine farà Carlo Cassola, la Resistenza, l'amore, la guerra, l'impegno civile? Cosa rimarrà del taglio del bosco (opens new window)?
Il provinciale
Ci potremmo porre esattamente la stessa domanda anche per Il provinciale (opens new window) di Giorgio Bocca: il ritratto di un'Italia dalla quale moltissimi si sono ormai staccati. Fa impressione vederne ancora sprazzi, qua e là, interpretati da un'idea da televisione pomeridiana, da reality o da talk show animato da concorrenti e figuranti. È quella l'ultima dimensione dei provinciali? Che fine ha fatto tutto il Dopoguerra?
La ragazza del secolo scorso
Un libro di una rara bellezza e altrettanto rara malafede. Ma è implicita e necessaria nella dimensione politica come chiave per interpretare il mondo. Rossana Rossanda è stata la politica nel senso che appartiene a quel genere di persone, oggi quasi scomparse, per cui vivere vuol dire essere politici, in qualunque aspetto. La ragazza del secolo scorso (opens new window) è il suo racconto autobiografico.
Coffee break
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Money quote
Mi chiedi anche di raccontare come l'ho vissuta io, quest'Apocalisse. Di fornire insomma la mia testimonianza. Incomincerò dunque da quella. Ero a casa, la mia casa è nel centro di Manhattan, e alle nove in punto ho avuto la sensazione d'un pericolo che forse non mi avrebbe toccato ma che certo mi riguardava. La sensazione che si prova alla guerra, anzi in combattimento, quando con ogni poro della tua pelle senti la pallottola o il razzo che arriva, e rizzi gli orecchi e gridi a chi ti sta accanto: «Down! Get down! Giù! Buttati giù». L'ho respinta. Non ero mica in Vietnam, non ero mica in una delle tante e fottutissime guerre che sin dalla Seconda guerra mondiale hanno seviziato la mia vita! Ero a New York, perbacco, in un meraviglioso mattino di settembre, anno 2001. Ma la sensazione ha continuato a possedermi, inspiegabile, e allora ho fatto ciò che al mattino non faccio mai.
– Oriana Fallaci, La rabbia e l'orgoglio (opens new window)
Al-Khwarizmi
Riscaldarsi
Questo manuale (opens new window) fornisce istruzioni per la costruzione di un tavolo riscaldato elettricamente e isolato per uso personale. Il tavolo utilizza una pellicola riscaldante in carbonio, un termostato e materiali isolanti come coperte e un tappeto per creare un microclima caldo. Il design dà priorità all'efficienza energetica, utilizzando significativamente meno energia rispetto ai riscaldatori convenzionali fornendo al contempo un comfort eccezionale. Spettacolare.
Autarchia
Fra tutti i Paesi era ovvio che fosse la Francia la prima a muoversi velocemente verso l'autarchia di software e servizi cloud. Cioè, usare software open source (opens new window) per cercare di smarcarsi da quello onnipresente americano. In realtà è la Germania (opens new window) uno dei Paesi europei con la legislazione più coerente nel tempo verso l'uso dell'open source, che leggiamo come sinonimo di "libero" ed "Europeo" anche se è in realtà abbondantemente gestito da multinazionali statunitensi (opens new window). Bruxelles invece pensa al fronte dei social, con la surreale app per controllare l'età della gente (opens new window). La Commissione è popolata di incapaci.
La memoria del futuro
Una fantastica serie (opens new window) di supporti per contenere le informazioni: quando sono stati lanciati e quando sono diventati obsolescenti (ma gli ultimi sono ancora in pieno uso). È un catalogo gustosissimo e ricchissimo dei formati.
Danni collaterali
L'invenzione della categoria degli skill, cioè i documenti testuali con le istruzioni e le informazioni per specializzare un LLM in uno specifico compito, sono una delle ideazioni più tossiche che ci potessimo far venire in mente. E siamo solo all'inizio. Questo ad esempio è l'immancabile tizio che su Substack spiega e condivide (opens new window) come fare a far scrivere l'AI come e meglio di sé medesimo. Quest'altro tizio indaga (opens new window) su cosa ci sia sulla cartella invisibile di configurazione di Claude che viene creata nella home di chi usa l'app. Povero Claude, poveri noi.
File manager CLI
Mi mancherà un mondo dove ci sono cose come vifm (opens new window). Maledette AI.

La coda lunga
Il terzo luogo
Nel 1989 un sociologo americano di nome Ray Oldenburg scrisse un libro intitolato The Great Good Place (opens new window) (qui si può sfogliare (opens new window)). Aveva coniato un termine per definire luoghi come i caffè parigini: third places il «terzo luogo». Non la casa (il primo luogo), non l'ufficio (il secondo luogo), ma quei luoghi informali di mezzo dove puoi davvero conoscere le persone. Caffè, pub, barbieri, il negozio all'angolo dove il proprietario conosce il tuo nome. La sua tesi era che i sobborghi americani fossero stati costruiti con solo due zone, la casa e il lavoro, collegate dall'auto. Niente caffè all'aperto, nessun posto dove incontrare un vicino per caso.
Prendiamo Parigi, invece. Come molte altre città europee, ha sempre posseduto una dimensione intermedia, informale ma fondamentale. Al punto che quando, negli anni '50 dell'Ottocento, il barone Georges-Eugène Haussmann (prefetto della città divenuto con un mandato da urbanista) smantellò la Parigi medievale e la ricostruì, decise di sfruttarli ampiamente. Allargò le strade trasformandole in viali, limitò l'altezza degli edifici a cinque piani e aggiunse una regola fondamentale: il piano terra di ogni edificio doveva ospitare un caffè, una panetteria o un negozio. Gli appartamenti ai piani superiori erano volutamente minuscoli. Alcuni erano stanze singole ricavate da antiche dimore signorili. Niente giardino. Quasi nessuna luce solare. Un balcone privato era qualcosa che la maggior parte dei parigini non avrebbe mai avuto.
Così il caffè divenne definitivamente parte della casa. Ci si faceva colazione. Ci si ricevevano gli amici e i conoscenti, ci si facevano incontri e riunioni. Ci arrivava la posta. Alla fine del 1700, Parigi ne contava già quasi duemila. Nel 2002, ce n'erano ancora più di 1900. Anche adesso, dopo che anni di chiusure hanno ridotto quel numero a circa 1.400, la copertura è notevole: secondo uno studio del 2020 il 94% dei parigini vive a cinque minuti a piedi da una panetteria o da un caffè.
La cosa continua? Parigi cambia, la sua demografia cambia e il costo della vita anche. Ma quando il COVID ha fatto chiudere i locali al chiuso nel 2020, Parigi ha eliminato i parcheggi, li ha trasformati in terrazze all'aperto e ha permesso a 9800 caffè e ristoranti di tenerli in modo permanente. Una cosa simile è successa anche nelle città italiane, dove però i caffè non hanno mai avuto quel ruolo così esplicito come a Parigi.
Oldenburg nel suo libro sostiene che i terzi luoghi (che non sono solo i bar: ci sono anche i parchi, le chiese con gli oratori, i club, le biblioteche, i musei, le palestre, i teatri) sono importanti per la democrazia, l'impegno civico e il senso del luogo. Anticamente (ai tempi dei greci e dei latini) i mercati avevano proprio questa funzione: agorà e foro erano terzi luoghi, così come le case da tè nell'antica Cina e gli spazi analoghi in Medio Oriente e in Africa. Oggi molto si è spostato nel virtuale: forum, mailing list, newsletter, community eccetera. Però il caffè rimane il caffè.

Un uomo deve amare molto una cosa se la pratica senza alcuna speranza di fama o di denaro, ma anche se la pratica senza alcuna speranza di farla bene. Un uomo del genere deve amare le fatiche del lavoro più di quanto qualsiasi altro uomo possa amare le ricompense che ne derivano
– G.K. Chesterton
END
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