[Mostly Weekly ~352]
Colombo, Vespucci e il nuovo mondo
A cura di Antonio Dini
Numero 352 ~ 30 novembre 2025
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Grazie per aver aperto questa pagina! E bentornati. Mostly Weekly ormai lo sapete, è una newsletter settimanale che esce quando è pronta, realizzata a mano, piena di refusi ma priva di algoritmi (almeno quello).
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Intanto, buona lettura.

Se tutti gettassimo i nostri problemi in un mucchio e vedessimo i mucchi di tutti gli altri, rivorremmo subito i nostri
— Regina Brett
Editoriale
Pazza idea
La passione per il Giappone, o Cipango come lo chiamavano anche da noi fin dai tempi di Marco Polo, muove e commuove. Colombo, che tra le altre cose si basava anche sui resoconti di Marco Polo per trovare una nuova strada verso le Indie, al termine del suo viaggio in cui scoprì l'America (nel senso che, a differenza dei vichinghi, andò e tornò annunciando in nome dei sovrani di Castiglia e Aragona di aver trovato terra), era convinto di essere arrivato nelle Indie orientali, nell'ultima propaggine del mondo, nel Cipango, cioè in Giappone.
Quando toccò le Bahamas e poi Hispaniola, fece infatti quello che molti di noi fanno: adattò la realtà alle aspettative. Per Colombo erano veramente le Indie, magari un po’ più periferiche e meno ricche del previsto. Rimase legato a questa idea fino alla morte.
L'America si chiama così invece per via di un'altra idea di un'altra persona: il navigatore fiorentino Amerigo Vespucci, un uomo di commercio prestato alla cosmografia. A differenza di Colombo, Vespucci comprese che le terre toccate non appartenevano all’Asia, ma formavano un continente distinto. Nelle sue lettere e nelle relazioni dei suoi viaggi spiegò che non erano propaggini asiatiche, bensì un continente autonomo. Insomma, quel “nuovo mondo” era davvero nuovo. La sua intuizione era più intellettuale che esplorativa, e per questo perfettamente adatta per la circolazione nell’Europa degli umanisti. Non "scoprì" nulla, ma offrì la chiave interpretativa.
Una curiosità: perché si chiama America e non Vespuccia? All'epoca, come già nel Medio Evo, il nome proprio era quello che identificava le persone, non il cognome (che pure molti neanche avevano). Il nome “America” compare per la prima volta nel 1507 sulla grande carta murale di Martin Waldseemüller, stampata a Saint-Dié. Lì si battezza il nuovo continente in onore di Amerigo Vespucci, considerato da quel gruppo di studiosi il primo a capire la natura “nuova” delle terre occidentali.
Vespucci morì pochi anni dopo, nel 1512, quando quella carta non aveva ancora avuto la diffusione che avrà in seguito. È quasi certo che non gli sia mai arrivata voce dell’intitolazione, né che avesse vista una copia della carta. Con ogni probabilità in nessuna delle discussioni erudite con i suoi contemporanei venne fuori che il continente sarebbe stato intitolato in suo onore.
Come Colombo, insomma, anche lui morì senza sapere la reale portata della sua idea.

Importante
Divieti che non lo saranno
Il Parlamento europeo è a favore di un'età minima di 16 anni per usare i social network e gli strumenti di AI. Infatti, gli eurodeputati hanno adottato mercoledì un rapporto non vincolante (opens new window) (archivio) che sostiene che sia necessario vietare l'accesso ai social network, alle piattaforme video e ai "compagni AI" ai minori di 16 anni nei diversi paesi dell'Ue.
Atti simbolici di perdono
Chiara Ferragni non è scomparsa. Anzi: si sta dando da fare. Vende candele a 40 euro ma attenzione, secondo Matteo Flora (opens new window) questo non è marketing di prodotto, ma una sofisticata operazione di governo narrativo.
Una dinamica di identity-based consumption fondata su relazioni parasociali, appartenenza di gruppo e atti simbolici di perdono attivo. Un atto di governo narrativo in uno scenario di crisi reputazionale, in cui il prodotto è solo il veicolo simbolico di una storia di riconciliazione con la propria community. E sta funzionando, dice Flora.
La piega del futuro
Apple sta stringendo sul suo "pieghevole", lo smartphone foldable. Secondo le varie fonti raccolte da Macity (opens new window), i problemi di ingegnerizzazione sono stati superati e il prezzo del prodotto finale dovrebbero essere alto ma non altissimo. Se uscirà nel 2026 sarà un prodotto molto divisivo e importante: il mercato degli smarthone sta per avere una flessione importante che potrebbe durare molto e contemporaneamente Apple potrebbe essere o protagonista di quel che resta con un prodotto innovativo oppure essere considerata una follower che lancia un ennesimo telefono "pieghevole". Lo vedremo tra poco meno di un anno.
La grande accelerazione
Le auto elettriche hanno un difetto: l'erogazione della coppia. È bestiale: hanno un'accelerazione per cui fondamentalmente qualsiasi auto diventa una supercar. E questo è pericoloso. Tanto che in Cina stanno cercando di limitare le prestazioni predefinite per i veicoli elettrici: più limitatori per tutti (opens new window).
Acqua calda all over again
Una recente analisi (opens new window) ha "scoperto" che "aggiustare i nostri obiettivi in risposta allo stress o alle sfide, piuttosto che continuare a insistere, è spesso una risposta più appropriata e benefica". Daje.
Le dimensioni alla fine contano
È il momento di andare a vendere gli Ape Poker di Piaggio negli Usa. Là infatti un'azienda ha scoperto che (opens new window) utilizzare dei pickup giapponesi più piccoli, cioè pensati per la città e non per l'autostrada, è più logico, soprattutto se sei un'azienda che lavora a Brooklyn.
Italiana
Tecnologia zuzzerellona
Quando a qualcuno è venuto in mente che si possano chiamare i morti per chattarci (opens new window) (archivio (opens new window)), grazie all'intelligenza artificiale, è morto un angelo da qualche parte.
Nostalgia di altre persone
In questo numero di Mostly Weekly ci sono tre libri giapponesi di cui due sono stati a suo tempo curati da una eccezionale traduttrice: Lydia Origlia. Questo ricordo molto personale e sentito (opens new window) di Marianna accende una luce su una figura che ha precorso i tempi e portato il Giappone fino a noi parlanti italiani.
Più dialettica per tutti
La logica degli antichi greci operava con degli strumenti tra i quali la dialettica è il più importante. Non era solo uno scambio di idee ma un metodo strutturato e rigoroso (più d'uno, in realtà) per chiarire concetti e avvicinarsi alla verità. Socrate, Platone e Aristotele, ad esempio, l'avevano sviluppata in modi diversi e con fini diversi. L'idea, sostiene questo articolo di Alberto Montanari (Federmanager) (opens new window), è che la dialettica è un metodo potente per comprendere cosa sono e come funzionano i prompt.
Come un romanzo russo
Intervista al giurista Gustavo Zagrebelsky (opens new window) (archivio (opens new window)), che ha scritto un libro (opens new window) sulla sua famiglia. È un libro apologetico, anche perché queste interviste alle persone influenti e vicine difficilmente sono altre. E, come al solito in questo momento storico di Repubblica, girano attorno ai salotti torinesi.
Altre famiglie del bosco
Tra le persone che non sono riuscito a intervistare Carlo Ratti spicca per la spocchia e l'istintiva antipatia che genera (tutto più che legittimo e, per certi versi encomiabile, intendiamoci). Scoprendo che l'architetto direttore della Biennale di Torino e autodefinito alto-borghese sta dalla parte della famiglia anglo-australiana definita "del bosco" (opens new window) (archivio (opens new window)) perché vuole vivere appunto nel bosco e addestrare (mi pare un termine più corretto che non educare, viste le circostanze) i figli senza interferenze esterne, perché anche lui è cresciuto "nel bosco", direi che adesso mi spiego molte cose. Tra l'altro, c'è sempre chi cita Walden (opens new window) e Henry David Thoreau, ma mai nessuno che si ricordi i tizi che ciclicamente rischiano di morire (o muoiono, tipo Christopher McCandless (opens new window)) cercando di vivere da eremiti in qualche bosco inospitale.
Ladroni
I furti in Giappone sono una rarità. Ma in questo caso è stata fatta un'eccezione. Durante un trasloco dello studio di Masakazu Katsura, celebre mangaka autore tra le altre cose di Video Girl Ai (opens new window), hanno rubato le tavole originali del suo manga (opens new window). È un furto a fine di lucro, perché stanno ricomparendo su eBay e altri siti specializzati. Il valore complessivo di "mercato nero" è calcolato al massimo attorno ai 46 milioni di euro.
Multimedia
Rainy Day Jazz Vinyl Set
Che uggia l'autunno. La cura? Un sacco di ballate, blues e canzoni adeguate di artisti jazz di tutti i tempi (opens new window), pensate (secondo me) per una domenica pomeriggio fredda e piovosa. Si vede anche il tizio che mette su i dischi in casa sua.
What if?
C'è anche poesia nel lavoro di Randall Munroe cioè xkcd. Come nel finale di questa animazione (opens new window) in cui spiega quanto è lungo il più lungo tramonto che si può vedere guidando un'auto nel rispetto dei limiti e su una strada "vera" (cioè non nel mare o sopra la banchina polare).
Che stress
In tempi pre-moderni lo stress era un "superpotere biologico" che aiutava gli esseri umani a cercare cibo e a sopravvivere in ambienti e situazioni difficili. Ma i nostri corpi non possono facilmente distinguere tra lo stress di incontrare un leone nella giungla e un'e-mail del cavolo sul lavoro. La ragione è che il nostro mondo è cambiato (opens new window) così rapidamente e profondamente che la nostra biologia non è riuscita a tenere il passo. Lo stress è ancora lo stesso di cinquantamila anni fa: fa reagire immediatamente dando priorità al momento presente. Oggi funziona bene se ci rapinano per strada. Ma la maggior parte dei fattori di stress che incontriamo al giorno d'oggi sono astratti, acuti e molto più numerosi, spesso intangibili, persistono molto più a lungo e di solito non richiedono nemmeno un'azione fisica. Insomma, aiuto!
Gli antichi romani
Alessandro Barbero non è solo. C'è anche la classicista britannica Mary Beard pronta a divulgare. Che affronta un problema interessante (opens new window): impariamo la storia dell'antica Roma attraverso film, rovine e storie che però sono superficiali. Invece, la verità è molto più disordinata. Il lato nascosto della vita romana che gli schermi raramente catturano è caotico: strade affollate pullanti di romani la cui vita quotidiana era modellata da gerarchie sociali e obblighi familiari. spiega tutto Mary Beard, partendo non solo dalla letteratura ma anche dall'archeologia per capire la vita quotidiana dei Romani. La logica? Abbiamo sempre sottovalutato la complessità di quella civiltà che pure ci sembra di conoscere così bene a tutti quanti.
Tsundoku
Il piacere
Note dal guanciale (opens new window) è un'opera di Sei Shōnagon, scrittrice e poetessa giapponese, dama di compagnia dell'imperatrice Teishi dal 993 al 1001. Databile intorno all'anno 1000, il libro è ritenuto con Genji Monogatari (opens new window) uno dei classici della letteratura giapponese del periodo Heian. È leggibilissimo anche oggi.
Spleen
Anche il Diario di Murasaki Shikibu (opens new window) è vecchio di mille anni. Fa parte della produzione dei nikki, i diari dell'epoca Heian. È una delle opere più rappresentative della diaristica femminile dell'XI secolo, descrive l'esperienza dell'autrice come dama di corte e moglie e madre di uomini illustri. Anche per questo non sappiamo il suo nome, com'era tradizione dell'epoca. Sappiamo però che era infelice, il suo matrimonio non corrispondeva ai suoi sogni, e la sua vita era persa e triste.
Cose odierne
Guanciale d'erba (opens new window) è un romanzo "quasi contemporaneo". Opera dello scrittore giapponese Natsume Sōseki, pubblicato nel 1906, è semplicemente fantastico. Il libro narra di un giovane artista, pittore e poeta, che si avventura per un ameno sentiero di montagna di un piccolo villaggio giapponese. Lungo il cammino, in un'atmosfera incantata, incontra viandanti solitari, contadini, paesani, nobili a cavallo e ogni specie d'umanità, finché, sorpreso dalla pioggia, si rifugia in una piccola casa da tè tra i monti. E poi leggetelo perché merita.
Coffee break
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Money quote
Quando lo show era al terzo posto, pensavo fosse merito della nostra recitazione. Quando è arrivato al primo posto, ho deciso che poteva essere solo perché nessuna di noi indossa il reggiseno
— Farrah Fawcett parlando di Charlie's Angels

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Al-Khwarizmi
AI AI AI
Purtroppo questa sezione tech è diventata una serie di notizie sulle AI e poco altro. Comunque, per farsi un'idea, c'è questo sondaggio globale Edelman (opens new window) sugli atteggiamenti dei consumatori nei confronti dell'AI che è oggettivamente interessante. Fin troppi punti da riassumere: vale la pena leggerli.
Domani verifica
Un sondaggio decente sull'uso di LLM (opens new window), questa volta diviso per generazione e casi d'uso: finora circa il 20% degli adolescenti statunitensi l'ha usata per fare i compiti a casa. Metà degli americani non l'ha mai usata.
AI Search
Sempre di più si usano i chatbot come motori di ricerca. Ma dov'è che gli LLM amano andare a guardare? Quali siti preferiscono? Una ricerca interessante (opens new window).
Senti chi parla
L'AI "inquina" l'ecosistema dei contenuti. In che senso? Ad esempio, questi stanno pubblicando circa tremila nuovi podcast alla settimana (opens new window). E lo fanno con otto dipendenti.
Nel frattempo, in Europa
Circa sei anni fa l'UE ha presentato Gaia-X, un progetto europeo per sostituire gli hyperscaler pubblicando molti PDF che descrivono nuovi standard su come dovrebbero funzionare i data center hyperscale. Era destinato a fallire. Si sono appena arresi (opens new window): è fallito.
Economie di rete
Lo sapevate che l'India "funziona" grazie a Whatsapp? Eh già: la messaggistica di Meta è il "sistema operativo" del subcontinente. Qui lo spiegano nel dettaglio (opens new window). Fa abbastanza impressione e c'è da riflettere sul fatto che pochi anni fa avevano un ruolo simile da noi Windows e Outlook (forse ancora).
Giustizia è fatta?
Una buona e una cattiva notizia (opens new window). Cominciamo con la buona: le lotte legali di Internet Archive sono finite. La cattiva: hanno dovuto cancellare mezzo milione di libri archiviati (si sono salvate le pagine web, però). Il fondatore piange ciò che è stato perso: "Siamo sopravvissuti, ma hanno spazzato via la biblioteca".

La coda lunga
MacBook 12 alla riscossa
Un’idea mi ronzava in testa da un annetto: tornare a un portatile minuscolo, davvero minuscolo, per vedere se riesco a lavorare con meno peso, meno ingombro, meno tutto. È anche un modo per allenarmi in vista dell’ultraportatile economico con processore A18 che forse arriverà (lo spero, da buon un tifoso dell’era Apple Silicon).
Così, ho ripescato il mio MacBook 12 del 2017, quel piccolo Intel che avevo amato e poi lasciato lì quando sono passato ai chip M.
Nell'arco di un anno l’ho rimesso in piedi: dopo aver cambiato la batteria (non eccelsa, un 15% sotto il dichiarato, ma pagata poco, circa 50 euro) ho reinstallato Monterey, più leggero di Ventura, e sono ripartito. Con calma, però.
Infatti, mi sono imposto un percorso di configurazione lento, quasi meditativo: rimettere solo ciò che serve, evitare il resto. Homebrew l’ho quasi abbandonato perché su Monterey è deprecato e compila all’infinito. MacPorts, per me una novità, l'ho usato per due-tre cose necessarie, mentre tutto il resto arriva da App Store o prendo i binari dai siti originali. È un laboratorio involontario, ma funziona: mi obbliga a ripensare i miei flusso di lavoro.
Ora scrivo sul treno, mentre rientro a Milano da Bergamo, e funziona davvero. L’autonomia è decorosa, Keynote ha retto per la lezione, scrivere viene naturale anche se la tastiera resta fragile. Ma soprattutto c’è un vantaggio inatteso: è quel cincino più piccolo che basta a farmi usare un paio di borse che il mio Air da 13 pollici non ha mai rispettato. Assurdo, ma un computer più piccolo di un pollice cambia la logistica quotidiana.
Consigli per gli acquisti: non compratelo usato o ricondizionato. Non ha senso cercarne uno oggi per farsi il muletto: è un pezzo del passato, con limiti evidenti di potenza e termica. Ma se ne avete uno in un cassetto, vale l’esperimento di tirarlo fuori e farlo ripartire. Io mi sto divertendo, e intanto prendo le misure per capire se un ultraportatile moderno, basato su un chip da iPhone, potrebbe davvero essere una soluzione da viaggio. Nel suo piccolo, il mio vecchio MacBook 12 mi sta preparando.
Ah, prima di chiudere: ho anche la cover originale in pelle. Costosa ai tempi, qualitativamente scarsa ma con una sua spiccata personalità. Tanti segni, tanti viaggi, tanti ricordi.

Un uomo deve amare molto una cosa se la pratica senza alcuna speranza di fama o di denaro, ma anche se la pratica senza alcuna speranza di farla bene. Un uomo del genere deve amare le fatiche del lavoro più di quanto qualsiasi altro uomo possa amare le ricompense che ne derivano
– G.K. Chesterton
END
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